Tokyo, nasce l’Ufficio per la Crescita e l’Export

Nell’ambito delle celebrazioni per la Giornata nazionale del Made in Italy, l’Ambasciata d’Italia a Tokyo ha annunciato la creazione del nuovo Ufficio per la Crescita e l’Export.

“La riforma del Ministro Antonio Tajani ha trasformato la Farnesina una piattaforma operativa per la diplomazia della crescita”, ha dichiarato l’Ambasciatore Mario Vattani. “Qui a Tokyo abbiamo voluto creare una corrispondenza immediata tra il nostro assetto operativo e questa impostazione, integrando da oggi in un unico ufficio le dimensioni economica, culturale e scientifica. In un contesto in cui le esportazioni rappresentano quasi il 40 per cento del PIL nazionale, il Giappone si conferma uno snodo fondamentale del ‘Focus Asia’ promosso dal Governo per il raggiungimento degli obiettivi del Piano d’azione per l’export”.

Il nuovo Ufficio per la Crescita e l’Export si articola in tre sezioni strategiche: una per il Sistema Italia e gli investimenti, che lavorerà in stretta sinergia con l’Agenzia ICE; una per la promozione dell’italofonia, della cultura e dei territori; e una dedicata alla diplomazia scientifica, spaziale e sportiva.

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Madrid, seminario “Casa Italia – Madrid Living Lab”

Si è tenuto il 13 aprile 2026, all’Istituto Italiano di Cultura di Madrid, il seminario “Casa Italia Madrid Living Lab”, organizzato dall’Istituto in collaborazione con il Politecnico di Milano per la Giornata Italiana del Design 2026 “Re-Design. Rigenerare spazio, oggetti, idee”.

Il seminario, dedicato al percorso di studio per la riqualificazione e il futuro architettonico del “Palacio de Abrantes”, storica sede dell’Istituto nel cuore di Madrid, ha raccontato l’istituzione e le attività di un vero e proprio “living lab” urbano, capace di coniugare tutela del patrimonio e sperimentazione contemporanea.

L’incontro, presentato dalla Direttrice dell’Istituto Italiano di Cultura di Madrid Elena Fontanella, è stato introdotto dal Sottosegretario di Stato al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Maria Tripodi, e dalla Consigliera Culturale dell’Ambasciata d’Italia a Madrid, Antonietta Cornacchia, in rappresentanza dell’Ambasciatore d’Italia in Spagna, Giuseppe Buccino Grimaldi.

Massimo Milani, membro della Commissione Ambiente della Camera dei Deputati, ha aperto i lavori, seguito dai contributi di Jaime González Taboada, Presidente della Commissione Urbanismo, Ambiente e Mobilità del Comune di Madrid, Claudia Porchietto, Sottosegretario alla Presidenza della Regione Piemonte, e Mario Resca, Presidente di Confimprese.

La prospettiva accademica è stata presentata dal professor Stefano Capolongo (Politecnico di Milano) e dall’architetto Carlo Ratti, che nella sua lectio magistralis ha approfondito il rapporto fra architettura e intelligenza artificiale.

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La Paz, concerto di musica barocca italiana

Nell’ambito della rassegna internazionale di musica barocca che si svolge nelle missioni gesuitiche della Bolivia, il 14 aprile 2026 l’Ambasciata d’Italia in La Paz ha ospitato il gruppo musicale italiano “Lux Terrae Baroque Ensamble”, che ha tenuto il concerto “Il Canto del Violino” nella Chiesa dell’Exaltación, sita nella piazza antistante la Residenza italiana.

I musicisti, provenienti da Vercelli, hanno eseguito con violino e organo brani di compositori del 1600 (tra i quali Biagio Marini, Arcangelo Corelli, Giovan Battista Fontana e Marco Uccellini), mettendo in luce l’importanza della tradizione musicale italiana nell’ambito della musica barocca.

Il concerto ha proposto al pubblico un percorso musicale dedicato alla tecnica della diminuzione e allo stile passeggiato, che rappresentano la prima forma di composizione per il violino tra la fine del Cinquecento e l’inizio del Seicento.

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Antonio Tajani: «Noi alleati degli Usa ma l’interesse nazionale va difeso con dignità» (Il Messaggero/Il Mattino/Il Gazzettino)

Antonio Tajani è in partenza perla Cina. Missione importante, fino al 18 aprile. Con tappe a Pechino e a Shanghai, incontri istituzionali con le autorità cinesi e iniziative di promozione economica e culturale. Vedrà ministri, parlerà con loro e con gli altri interlocutori della guerra in Medio Oriente e dei possibili sbocchi di pace, di Hormuz e di tutto il resto. E insieme avrà largo spazio in questa visita l’aspetto dell’export italiano e in generale il tema delle relazioni economiche e commerciali e del rafforzamento dei rapporti bilaterali, attraverso l’attuazione del Piano d’Azione triennale Italia-Cina 2024-2027.

Va di corsa il titolare della Farnesina, sta salendo sull’aereo che lo porta dall’altra parte del mondo ma ha il tempo per spiegare ciò che sta accadendo tra gli Stati Uniti e l’Italia e per illustrare lo scenario geopolitico di queste ore.

Ministro Tajani, Trump non smette di attaccare la premier Meloni. Finirà che la nostra alleanza con l’America sarà sempre minore o sempre più travagliata?

«Guardi, su questo dobbiamo fare chiarezza. Il rapporto fra Stati Uniti ed Italia è storico, forgiato durante la Prima guerra mondiale e durante la Guerra di Liberazione. Si basa su profondi valori condivisi, sulla gratitudine che dobbiamo all’America per aver salvato la nostra libertà contro il nazismo prima e contro il comunismo poi. È un rapporto che si è sviluppato fra amministrazioni americane molto diverse e governi italiani anch’essi molto diversi».

 Ma mai nessuno in passato, come ieri sera ha fatto ancora una volta il titolare della Casa Bianca, ha messo in discussione per esempio la Nato. Come si può andare avanti così?

«La Nato rimarrà, è un elemento strutturale della pace, della libertà e della sicurezza in Europa e nel mondo intero. Su questo tutti i miei interlocutori, sulle due sponde dell’Atlantico, convengono senza esitazione».

Dicevano che c’era troppa vicinanza tra Roma e Washington, e invece c’è sempre stata dialettica e franchezza e perciò Trump si sente deluso, addirittura tradito?

«Noi non abbiamo che due pregiudiziali, la nostra coscienza e l’interesse dell’Italia. Per il resto, abbiamo lavorato e continuiamo a lavorare per mantenere con l’amministrazione degli Stati Uniti, qualunque essa sia, democratica o repubblicana, un rapporto migliore possibile. Questo non ci toglie il diritto di criticare un alleato che sbaglia, e di considerare profondamente inappropriate una serie di espressioni e di atteggiamenti del presidente Trump nei confronti del nostro Paese, dei nostri militari, del presidente del consiglio».

E gli attacchi a Leone XIV?

«Anche questi non possiamo che deplorarli severamente. Il Santo Padre non è un leader politico ma è il punto di riferimento spirituale di oltre un miliardo di cattolici fra i quali moltissimi cittadini italiani».

Che cosa si può fare a questo punto, tutti insieme e diplomaticamente, per andare oltre la guerra in Iran?

«Direi che ci sono tre esigenze, che devono procedere in parallelo, e per le quali l’Italia continua a dare un contributo. La prima: il consolidamento della fragile tregua ottenuta, perché la guerra costituisce un male assoluto. La seconda: un nuovo assetto di sicurezza e di stabilità che comprenda la libertà di navigazione e la rinuncia da parte iraniana ad un programma nucleare militare. La terza: la cessazione in Iran delle uccisioni e della carcerazione degli avversari del regime».

Lei nel viaggio a Beirut ha parlato molto chiaro a Israele perché fermi le stragi in Libano. Si rischia la crisi con Netanyahu che ha convocato il nostro ambasciatore Luca Ferrari?

«Israele è un Paese amico e una democrazia liberale come l’Italia. Proprio per questo non mi spiego atteggiamenti non solo inammissibili ma privi di utilità anche dal punto di vista israeliano. Ostacolare i soldati italiani dell’Unifil, che tra l’altro sono esemplari e presi a modello da tanti per la professionalità e l’imparzialità dimostrate, è un atto che non siamo disposti a tollerare, ma che non ha neppure una logica. Il Libano è coinvolto in questa guerra per colpa di un proxy iraniano come Hezbollah, di cui conosciamo il carattere terroristico, ma si tratta di un Paese sovrano che non può essere ridotto a un campo di battaglia, con sofferenze inimmaginabili per la popolazione civile. Nel definire per via diplomatica un assetto di sicurezza della regione non si può prescindere dal Libano e dalla sua sovranità. E quello che ho detto nei giorni scorsi ai miei interlocutori israeliani e libanesi».

Davanti allo choc energetico che colpisce i cittadini italiani, come state intervenendo?

«Inutile ripetere, perché è ovvio, che la pace è la via maestra. Nel frattempo, il governo metterà in atto, graduandoli secondo la durata della crisi, tutti gli interventi, anche di tipo fiscale, per ridurre al massimo l’impatto della crisi. Detto questo, l’Italia non è arbitra dei destini del mondo, e non per colpa nostra qualche difficoltà potrebbe certamente esserci. Saremo a fianco delle famiglie e delle imprese per superare al meglio le difficoltà».

Ieri Zelensky è stato a Palazzo Chigi da Meloni. Anche nei confronti dell’Ucraina c’è   divaricazione con gli Usa, ma il fronte europeo continua a reggere?

«Assolutamente, sì. Questo è uno dei pochi contesti nei quali l’Europa ha dimostrato quella compattezza che da sempre invochiamo per la politica internazionale dei paesi dell’Unione. La difesa dell’Ucraina non è solo un tema strategico, l’Ucraina è il confine simbolico della libertà, del diritto, della ragione contro la forza bruta. Se lasciassimo sguarnito quel confine, non sarebbe una tragedia solo per gli ucraini ma per tutto il nostro mondo, la nostra cultura, la nostra civiltà. Detto tutto questo, ovviamente anche in quell’ambito bisognerà giungere ad una pace o almeno ad una tregua, che però rispetti la sovranità del popolo ucraino».

Dopo il voto ungherese l’Europa è più forte e senza Orban anche più capace di decidere sui vari dossier, compreso quello dei finanziamenti a Kiev?

«Certamente il fatto che ad un governo dichiaratamente euroscettico succeda un governo dichiaratamente europeista è un passo avanti importante su tante questioni. Vorrei congratularmi con l’Ungheria, un grande Paese dalla storia illustre ma spesso drammatica, per aver realizzato questa svolta storica. E lo ha fatto attraverso le regole, in modo pacifico, secondo procedure perfettamente democratiche. Il popolo ungherese ha scelto, come era suo diritto, e per fortuna ha scelto l’Europa e l’Occidente».

 Immaginiamo la sua felicità per il fatto che i 50 anni del Ppe verranno celebrati a Roma, il 24 e 25 aprile. Che significato ha questo compleanno in questa congerie geopolitica?

«La vittoria di Magyar in Ungheria una vittoria dei principi del Partito popolare europeo, quelli che noi ci sforziamo di realizzare in Italia. Celebrare i 50 anni della maggiore famiglia politica europea significa ribadire il valore dell’Europa come comunione spirituale, culturale, civile ed anche religiosa dei popoli del nostro continente. In un mondo sempre più confuso, privo di regole, disorientato, i valori che incarniamo, e la proposta politica per un futuro dell’Europa protagonista non solo economica ma anche politica nel mondo, possono essere il solo punto di riferimento credibile».

La segretaria del Pd Elly Schlein ha difeso pienamente Meloni dagli attacchi di Trump. Le piace questo atteggiamento? E quali sviluppi può avere?

«E’ un atto di civiltà politica che ho apprezzato e del quale do atto volentieri al segretario del Partito Democratico. Se significasse il principio di una fase nella quale il concetto di nazione venisse prima delle polemiche politiche, sarebbe un bel passo in avanti nella maturità del nostro sistema. Purtroppo, tuttavia, devo prendere atto che non è certo questo l’atteggiamento di altre componenti importanti dell’opposizione».

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I consiglieri federali Ignazio Cassis e Beat Jans ricevono il primo ministro del Baden-Württemberg

Giovedì 16 aprile i consiglieri federali Ignazio Cassis e Beat Jans hanno incontrato a Berna il primo ministro del Baden-Württemberg, Winfried Kretschmann. Le delegazioni hanno espresso il proprio apprezzamento per le eccellenti relazioni tra la Svizzera e il vicino Land tedesco. Il consigliere federale Cassis ha elogiato l’intensa cooperazione nei settori della formazione, della ricerca e dell’innovazione.

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Chengdu, Giornata del Made in Italy con focus su settore agroalimentare

Lunedì 13 aprile, presso il Distretto di Xinjin a Chengdu, si è tenuta la terza edizione della Giornata del Made in Italy, manifestazione istituita dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, per valorizzare in tutto il mondo le competenze italiane in numerosi settori strategici.

Inserito nella cornice dell’iniziativa “Chengdu Europe Industry Dialogue”, l’evento ha avuto come tema portante: “Sostenibilità nel settore agroalimentare”. L’organizzazione è stata curata dal Consolato Generale d’Italia a Chongqing, l’Ufficio Affari Esteri di Chengdu e il Governo del Distretto di Xinjin, con la collaborazione della Camera di Commercio Italiana in Cina e di Slow Food International, e il supporto operativo dell’Ufficio Affari Esteri del Distretto di Xinjin, del Comitato di Gestione del Tianfu Agricultural Expo Park, dell’Ufficio per la Promozione degli Investimenti del Distretto di Xinjin e del Comitato di Gestione del Tianfu Agricultural Expo Park.

La giornata si è aperta con una serie di visite presso importanti realtà del territorio, tra cui il Centro di Innovazione Tecnologica per gli Alimenti Salutari e alcuni poli agroalimentari del Distretto di Xinjin, offrendo ai rappresentanti italiani e cinesi presenti l’opportunità di approfondire la conoscenza dei punti di forza del comparto agroalimentare locale.

Nel pomeriggio, presso il Tianfu Agricultural Expo Park, si è tenuto il forum principale della manifestazione. Nel suo intervento di apertura, il Console Generale d’Italia a Chongqing, Fabio Schina, ha sottolineato l’importanza della cooperazione tra Italia e Cina in un settore chiave come quello agroalimentare, evidenziando il ruolo crescente dell’innovazione tecnologica e della sostenibilità nel rafforzamento delle relazioni bilaterali.

“L’evento di oggi mira a rafforzare gli scambi e la cooperazione tra Cina e Italia nel settore agroalimentare, promuovendo al contempo l’integrazione tra pratiche agricole sostenibili e innovazione scientifica e tecnologica in entrambi i Paesi”, ha affermato Schina, aggiungendo che “il dialogo tra imprese e istituzioni dei due Paesi è fondamentale per promuovere modelli di sviluppo sostenibili e favorire nuove opportunità di collaborazione”.

Oltre al Console Generale Schina, sono intervenuti, in rappresentanza delle autorità locali e degli organizzatori dell’evento, il Vice Direttore Generale dell’Ufficio Affari Esteri di Chengdu, Li Ming e il Sindaco del Distretto di Xinjin, Hu Jianping.

La seconda parte dell’evento è stata dedicata al dialogo tra operatori del settore, con due tavole rotonde che hanno riunito rappresentanti di imprese, associazioni di categoria e istituti di ricerca italiani e cinesi.

In seguito, la Camera di Commercio Italiana in Cina e la Camera di Commercio del Distretto di Xinjin hanno sottoscritto un memorandum d’intesa per la cooperazione economica bilaterale. L’accordo segna un passo concreto nell’ampliamento degli ambiti di collaborazione e pone le basi per un raccordo più efficace tra progetti futuri, servizi alle imprese e dialogo istituzionale.

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Tajani in Cina per colloqui su Medio Oriente ed export

Il Ministro degli Esteri Antonio Tajani sarà in missione in Cina dal 16 al 18 aprile, con tappe a Pechino e Shanghai. In agenda, incontri istituzionali con le autorità cinesi e iniziative di promozione economica e culturale.

A Pechino (16-17 aprile), Tajani incontrerà il Ministro degli Esteri Wang Yi e co-presiederà con il Ministro del Commercio Wang Wentao la XVI Commissione Economica Mista e il Dialogo imprenditoriale Italia-Cina, con la partecipazione di imprese italiane attive sul mercato cinese.

Al centro dei colloqui, i principali dossier internazionali: dagli sviluppi in Medio Oriente e la situazione nello Stretto di Hormuz – con attenzione agli sforzi di mediazione del Pakistan – fino alla guerra in Ucraina. Tajani ribadirà l’auspicio di un ruolo attivo di Pechino nel favorire la cessazione delle ostilità e l’avvio di negoziati credibili.

Spazio anche al rafforzamento dei rapporti bilaterali, attraverso l’attuazione del Piano d’Azione triennale Italia-Cina 2024-2027. Tra le priorità, il riequilibrio dei flussi commerciali e degli investimenti e la rimozione delle barriere di accesso al mercato cinese per i prodotti italiani. La Cina resta un mercato chiave per l’export italiano: primo partner commerciale in Asia e secondo tra i Paesi extra-UE, con un interscambio vicino ai 75 miliardi di euro nel 2025 (+11,2% sul 2024).

Nel programma anche iniziative culturali di alto profilo. A Pechino, Tajani inaugurerà al Museo Nazionale d’Arte della Cina, insieme al Ministro della Cultura e del Turismo Sun Yeli, la mostra “Omaggio ai grandi maestri. Da Leonardo a Caravaggio. Capolavori del Rinascimento italiano”, prima di tre esposizioni curate dalle Gallerie degli Uffizi. A Shanghai (17-18 aprile), il Ministro inaugurerà la mostra “Italia Meravigliosa” in occasione della Giornata nazionale del Made in Italy e incontrerà i rappresentanti della comunità imprenditoriale italiana nel Paese.

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Obiettivo Export: verso la Conferenza Nazionale dell’Export 2026

A Torino la prima tappa per le imprese del Nord Italia

Parte da Torino la prima tappa del percorso verso la Conferenza Nazionale dell’Export 2026, con l’evento “Obiettivo Export: Imprese e territori del Nord Italia”, in programma il prossimo 29 aprile presso OGR Torino a partire dalle 10:30.

L’iniziativa, promossa dal Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Antonio Tajani, e realizzata dalla Farnesina in collaborazione con ICE Agenzia, CDP, SACE e SIMEST e con il supporto della Regione Piemonte, è la prima delle tre tappe di preparazione della Conferenza Nazionale dell’Export 2026 rivolte alle imprese del Nord, Centro e Sud Italia.

Il percorso di avvicinamento alla Conferenza Nazionale dell’Export offre una piattaforma di confronto e di dialogo diffuso sul territorio nazionale,  per costruire insieme al tessuto produttivo italiano una strategia sempre più mirata ed efficace di supporto all’internazionalizzazione e alla valorizzazione del Made in Italy nel mondo, in linea con gli obiettivi del Piano d’azione per l’export.

L’evento di Torino è aperto a tutte le imprese delle regioni del Nord Italia: Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria, Lombardia, Trentino-Alto Adige, Emilia-Romagna, Veneto e Friuli-Venezia Giulia.

Le aziende partecipanti potranno accedere ad una sessione esclusiva di incontri B2B con:

  • i Capi degli Uffici Commerciali delle Ambasciate italiane in Francia, Germania, Spagna, Regno Unito, Polonia, Cina, Turchia, Giappone, Canada ed Etiopia
  • i Direttori degli Uffici ICE in Arabia Saudita, Brasile, Emirati Arabi Uniti, India e Stati Uniti
  • gli esperti di ICE Agenzia, SACE, SIMEST e CDP

Un’opportunità concreta e immediata per stabilire contatti diretti con interlocutori chiave per il supporto alle imprese sui mercati esteri e approfondire gli strumenti promozionali e finanziari di supporto all’export offerti dal Sistema Italia.

Completa il programma della giornata, la rassegna “Laboratorio della Crescita”, dedicata alla valorizzazione delle eccellenze culturali, creative e produttive dei territori. Esperti del Ministero degli Affari Esteri incontreranno enti e operatori del mondo produttivo, della cultura e delle industrie creative per sviluppare percorsi di internazionalizzazione dedicati.

La partecipazione è gratuita, previa registrazione entro il 27 aprile 2026 sulla piattaforma dedicata EVENTI SISTEMA PAESE – OBIETTIVO EXPORT – Imprese e territori del Nord Italia , dove sono disponibili gli aggiornamenti sul programma e le modalità di prenotazione degli incontri B2B.

 

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