Bolivia, celebrazioni per i 40 anni dell’Ospedale della Fondazione “Pietro Gamba”

L’Ambasciatore Fabio Messineo ha partecipato alle celebrazioni per i 40 anni di attività della Fondazione Pietro Gamba ad Anzaldo, piccolo centro andino a 3.000 metri di altitudine.

Pietro Gamba, oggi noto come “il medico dei campesinos”, arrivò nell’altopiano nel 1975 per il servizio civile e, colpito dalle condizioni di estrema precarietà della popolazione, vi fece ritorno come medico. Negli anni, grazie alla Cooperazione Italiana, sviluppò un centro ospedaliero che divenne punto di riferimento per le comunità rurali della zona. In quattro decenni l’ospedale ha realizzato più di 5.000 interventi chirurgici e numerosi interventi di emergenza salvavita, in un territorio isolato e difficile da raggiungere.

Nel suo intervento, l’Ambasciatore Messineo ha ricordato come l’opera della Fondazione rappresenti un esempio concreto della solidarietà italiana in Bolivia e si inserisca nella lunga presenza italiana nelle Ande: fin dal 1962 missionari e volontari provenienti dal nostro Paese hanno contribuito allo sviluppo sociale ed economico della regione, creando un legame profondo di amicizia, in particolare con la provincia di Bergamo, dove risiede oggi gran parte della comunità boliviana in Italia.

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Conferenza delle ambasciatrici e degli ambasciatori: riflettori puntati sul pacchetto Svizzera-UE e sulle sfide internazionali

Dal 17 al 21 agosto 2026 si svolge a Berna la tradizionale Conferenza delle ambasciatrici e degli ambasciatori, che quest’anno è dedicata al tema «Disordine mondiale: la Svizzera in Europa e nel mondo». Il pacchetto Svizzera-UE rappresenta una delle priorità dell’edizione 2026 dell’incontro, durante il quale l’attenzione si concentrerà anche sulla situazione internazionale, sul margine di manovra della Svizzera in politica estera e sulle relazioni con partner importanti. Nel contesto della conferenza, il consigliere federale Ignazio Cassis riceverà il ministro degli esteri tedesco Johann Wadephul, che dialogherà con il corpo diplomatico svizzero.

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Terremoto in Indonesia: informazioni ai connazionali

La Farnesina, attraverso l’Ambasciata d’Italia a Jakarta e l’Unità di Crisi, continua a fornire informazioni ai connazionali presenti nelle aree interessate dal terremoto che ha colpito l’Indonesia. Nel Paese risultano oltre 2.000 cittadini italiani iscritti all’AIRE e circa 6.000 connazionali non residenti registrati su “Dove siamo nel mondo”. Sull’isola di Flores sono circa 700 i connazionali non residenti registrati su “Dove siamo nel mondo”.

I principali aeroporti dell’area risultano operativi. L’elevata domanda di voli da parte dei turisti internazionali e della popolazione locale sta determinando una disponibilità limitata di posti sui collegamenti aerei in partenza dall’area.

La Farnesina invita i connazionali presenti nell’area a mantenersi in contatto con l’Ambasciata e a registrare la propria presenza sui sistemi dell’Unità di Crisi. In caso di necessità, è possibile contattare l’Ambasciata d’Italia a Jakarta al numero +62 8151811344 e al +62 8139964395 o l’Unità di Crisi della Farnesina al numero +39 06 36225 o via mail a unita.crisi@esteri.it.

 

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Terremoto in Indonesia: rafforzata l’assistenza ai connazionali

La Farnesina, attraverso l’Unità di Crisi e in stretto raccordo con l’Ambasciata d’Italia a Jakarta, segue costantemente l’evoluzione della situazione in Indonesia dopo le violente scosse di terremoto che hanno colpito il Paese, provocando vittime e ingenti danni, in particolare nell’isola di Flores.

I cittadini italiani presenti in Indonesia sono circa 5.000; tra questi, circa 500 si trovano nell’isola di Flores, l’area maggiormente colpita dal sisma. L’Ambasciata e l’Unità di Crisi sono impegnate nelle verifiche sulla situazione dei connazionali presenti nell’area. Al momento, non risultano cittadini italiani tra le vittime.

L’Unità di Crisi della Farnesina ha rafforzato la propria operatività per assicurare assistenza ai connazionali e intervenire tempestivamente in eventuali situazioni di criticità, mantenendo un costante raccordo con l’Ambasciata d’Italia a Jakarta e con le autorità locali.

 

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Tajani: “Madrid pensi al Marocco, da li arrivano i problemi” (Corriere della Sera)

II leit-motiv di questo ultimo anno di legislatura, per Forza Italia, è già pronto: «Lavoriamo per una rivoluzione liberale e democratica», fatta di sburocratizzazione, semplificazione e abbassamento delle tasse per far crescere «il reddito reale» dei cittadini. Ma Antonio Tajani non è solo il leader di FI, è anche ministro degli Esteri. E si comincia da qui. Con Ceuta e la crisi che ne è seguita. Nessun accanimento ma nessun passo indietro: «Aspettiamo di vedere cosa succede in questa settimana di Ferragosto».

Cosa teme accada?

«Il rischio di una nuova ondata di arrivi a Ceuta e con essa di pericoli concreti di terrorismo islamico è segnalato dalla stessa intelligence spagnola. E se è chiaro a loro, perché dovremmo sottovalutarlo noi?».

Resta la sospensione provvisoria di Schengen?

«Noi non stiamo facendo alcun tipo di “battaglia” contro la Spagna, ci limitiamo a controllare per bene gli arrivi, e abbiamo già respinto o fermato persone che non avevano diritto a entrare in Italia. La Spagna anziché preoccuparsi per noi, si preoccupi per il Marocco: è da lì che arrivano i problemi, non certo dai nostri controlli che servono a tutti per impedire che clandestini e, peggio, possibili terroristi arrivino in Europa. Sulla sospensione vedremo se gli allarmi sono fondati o no e decideremo. Ma senza farne un dramma: con la Slovenia, Schengen è sospeso da oltre due anni proprio perché è un’altra porta di ingresso in Italia ed Europa a rischio».

Intanto la Germania annuncia che rimanderà in Italia clandestini entrati attraverso le nostre frontiere.

«Stiamo discutendo, aspettiamo che si decidano in Europa le regole per l’applicazione del trattato, ma tenendo conto anche di quanti immigrati sono rimasti qui, fatti sbarcare da navi delle Ong tedesche. Non c’è un conflitto tra noi, abbiamo lo stesso obiettivo: sì ai flussi regolari, anche consistenti se necessario, di lavoratori stranieri. No a mosse come quella di Sanchez delle sanatorie di massa, che sono un incentivo a far arrivare qui anche i disperati o malintenzionati».

Ogni giorno una crisi: i coloni israeliani attaccano villaggi in Cisgiordania, l’aeronautica italiana abbatte un drone in Lettonia…

«Inaccettabile e sanzionabile l’atteggiamento aggressivo dei coloni israeliani, in sede europea decideremo le misure da prendere. Sul drone si dimostra che la nostra Aeronautica è eccellente e difende il territorio europeo con grande capacità ed efficacia. E dico di più: le vittorie che stiamo ottenendo nello sport fanno bene alla nostra immagine anche in politica estera: ho nominato “ambasciatrici dello sport nel mondo” le ragazze medaglie d’oro nel nuoto e nei tuffi, Sara Curtis e Chiara Pellacani, e nel salto triplo, Dariya Derkach».

C’è un’Italia che vince ma anche una che arranca.

«Abbiamo già fatto moltissimo, dal 2022 sono diminuite di 33 miliardi le tasse per gli italiani. Ma vogliamo fare molto di più. C’è ancora una gabbia che soffoca la nostra economia e che dobbiamo far saltare: l’eccesso di burocrazia, la lentezza e farraginosità di un sistema che frena gli investimenti interni ed esteri. Metteremo al centro delle nostre richieste per la Finanziaria una vera rivoluzione liberale. Già con i ministri Casellati e Zangrillo abbiamo fatto un grande lavoro eliminando 3o mila vecchie norme desuete e semplificando centinaia di procedure amministrative. II costo della burocrazia sulle imprese è 57,2 miliardi di euro. Vogliamo fare di più».

Cosa?

«Applicare, qui e anche in Europa, la norma del one in, two out, ovvero ogni nuova norma deve prevedere la soppressione di due. Noi alla Farnesina abbiamo creato una unità per la semplificazione, FI proporrà una legge per farlo in tutti i ministeri, aggiungendo il silenzio-assenso della Pa su tutto quello che non sia particolarmente tutelato. Si deve superare il meccanismo per cui cittadini o imprese devono ogni volta ripresentare documenti che già sono stati prodotti, bisogna abbattere passaggi costosi in denaro e tempo. Abbiamo aperto anche un canale di e-mail di FI perché i cittadini ci segnalino tutte le difficoltà, le carenze, i passaggi inutili nelle normali attività di lavoro. Diamo una svolta al Paese. E, insieme, avanti con l’abbassamento delle tasse. Senza alzarle a nessuno, nemmeno alle banche, soprattutto per tutelare quelle popolari e cooperative di prossimità. In economia esistono solo i profitti, gli extra profitti sono una bandiera della sinistra ideologica».

Anche la premier parla di abbassamento delle tasse.

«È positivo. Riunirò tutte le forze del Ppe italiane, FI, Udc, Noi moderati, Svp e le organizzazioni collegate sindacali e del terzo settore, per fare insieme proposte che vadano in questa direzione, un’economia sociale di mercato europeista, liberale, democratica, contraria a ogni eccesso populista ed estremista di sinistra. Siamo l’unico vero centro in Italia, e in Europa noi popolari siamo l’unico argine a una radicalizzazione delle posizioni, a sinistra come all’estrema destra. Teniamo alta la bandiera dell’economia sociale di mercato e della rivoluzione liberale».

Che, sul caso Ranucci, come si coniuga?

«Noi siamo garantisti, ma non c’è dubbio che è andata in frantumi la credibilità di uno dei santoni del grillismo e della sinistra italiana, al di là di quello che le inchieste stabiliranno».

 

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Terremoto in Colombia: approvato un pacchetto di interventi umanitari

Su indicazione del Ministro degli Esteri Antonio Tajani, il Vice Ministro Edmondo Cirielli ha autorizzato un pacchetto di iniziative umanitarie in risposta al violento terremoto che ha colpito la Colombia, con l’obiettivo di contribuire alla prima risposta all’emergenza e favorire la pronta ripresa socio-economica delle regioni colpite.

Gli interventi multilaterali, per un valore complessivo di 1,5 milioni di euro, saranno realizzati in collaborazione con la Federazione Internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa e con le Agenzie del Polo Alimentare delle Nazioni Unite di Roma, PAM e FAO. È inoltre allo studio della Farnesina l’invio di aiuti umanitari attraverso la rete logistica delle Nazioni Unite.

Ulteriori progetti, per un valore complessivo di 3 milioni di euro, finalizzati a rafforzare la resilienza delle comunità e a sostenerne la pronta ripresa, verranno attuati tramite l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, in partenariato con le organizzazioni della società civile, sulla base dell’evoluzione della situazione sul terreno e delle priorità individuate insieme alle autorità locali e ai partner internazionali.

Il Ministro Tajani, che ha seguito sin dalle prime ore l’emergenza in Colombia promuovendo l’individuazione di misure concrete di sostegno alla popolazione colpita, ha infine espresso apprezzamento per l’azione dell’Organizzazione Internazionale Italo-Latino Americana (IILA), che ha facilitato la messa a disposizione delle autorità colombiane di immagini satellitari del Programma Copernicus dell’Unione Europea, utili alla valutazione dei danni e al monitoraggio del territorio.

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F-35A svizzero, la produzione entra nel vivo: i primi componenti in Italia

La produzione degli F-35A svizzeri procede secondo i piani: la prima sezione della fusoliera con la prima ala è stata assemblata nella località italiana di Cameri che ospita l’unica linea di assemblaggio finale degli F-35 in Europa ed è parte della rete internazionale di produzione. Il primo F-35A prodotto a Cameri dovrebbe essere trasferito direttamente in Svizzera a metà del 2028.

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Il Consiglio federale ritiene inadeguata l’«Iniziativa Bussola»

L’«Iniziativa Bussola» è formulata in modo poco chiaro e legata a un caso specifico. Non è pertanto adeguata a rispondere in maniera sufficiente alla richiesta di estendere in linea di principio il referendum obbligatorio in materia di trattati internazionali. Inoltre, l’iniziativa intende modificare a posteriori le modalità di voto relative al Pacchetto Svizzera-UE (Bilaterali III). Una procedura di questo tipo si discosta dal sistema democratico consolidato della Svizzera. Nella seduta del 12 agosto 2026, il Consiglio federale raccomanda pertanto al Parlamento di respingere l’iniziativa popolare senza presentare un controprogetto diretto o indiretto.

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Dichiarazione congiunta sull’esecuzione di manifestanti da parte dell’Iran

Traduzione di cortesia. Per la versione originale in lingua inglese clicca qui.

Canada, Albania, Australia, Austria, Belgio, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Irlanda, Islanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Macedonia del Nord, Montenegro, Norvegia, Nuova Zelanda, Paesi Bassi, Portogallo, Regno Unito, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Ungheria e l’Alto Rappresentante dell’Unione Europea condannano con la massima fermezza la prosecuzione delle esecuzioni dei manifestanti e il ricorso alla pena di morte da parte della Repubblica Islamica dell’Iran. L’uso della pena capitale per mettere a tacere il dissenso, intimidire le comunità e punire chi esercita i propri diritti umani non può mai essere giustificato. Il popolo iraniano deve essere libero di esercitare i propri diritti di libertà di espressione e di riunione pacifica senza paura.

Esortiamo l’Iran a interrompere immediatamente il ricorso alla pena di morte e a rilasciare tutti coloro che sono detenuti in maniera arbitraria.

Esortiamo inoltre l’Iran ad ascoltare la voce del proprio popolo, che chiede un cambiamento, e ad adottare passi concreti volti a garantire il rispetto dei diritti umani.

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Nepal, Consolato al lavoro per il rimpatrio delle salme degli alpinisti italiani

A seguito del ritrovamento dei corpi degli alpinisti italiani Marco Di Marcello e Markus Kirchler, la Farnesina continua a prestare assistenza ai familiari. Un funzionario del Consolato Generale d’Italia a Calcutta, competente per il Nepal, è tuttora presente a Kathmandu per assistere le famiglie e seguire con le Autorità nepalesi le procedure per il rimpatrio delle salme o delle ceneri, secondo la volontà dei familiari.

Sin dalla scomparsa dei connazionali nel novembre 2025, il Consolato Generale, in stretto raccordo con la Farnesina e con il supporto del Consolato Generale Onorario a Kathmandu, ha seguito le attività di ricerca e mantenuto costanti contatti con le Autorità nepalesi e le agenzie di soccorso. La Sede consolare si è attivata, in particolare, per facilitare le operazioni sul terreno e accelerare il rilascio dei necessari permessi di volo per le ricerche, intervenendo anche sugli aspetti organizzativi e amministrativi connessi alle operazioni di soccorso. L’Unità per la Tutela degli Italiani all’Estero della Farnesina ha mantenuto un costante raccordo con le famiglie, fornendo assistenza e assicurando la tempestiva condivisione con la Sede consolare e le Autorità competenti di ogni informazione utile alle ricerche.

Dopo la sospensione delle operazioni, determinata dalle condizioni climatiche e del manto nevoso, l’azione della rete diplomatico-consolare è proseguita per favorire la ripresa delle ricerche non appena le condizioni lo avessero consentito. Il Console Generale reggente si è recato più volte in Nepal, anche nei mesi di gennaio, aprile e maggio 2026, affrontando direttamente la questione con le Autorità locali e sollecitando ogni possibile sforzo per il rintraccio e il recupero dei connazionali. Alla ripresa delle operazioni nell’agosto 2026, il Consolato Generale ha assicurato nuovamente una presenza sul posto, con l’invio a Kathmandu di un proprio funzionario per seguirne direttamente gli sviluppi.

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